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Platano con disseccamenti da Ceratocystis platani (Foto di: Luana Giordano, Laboratorio del Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia)

Cancro colorato del platano (Ceratocystis platani)

Ceratocystis platani (Walter) Engelbrecht & Harrington (ex Ceratocystis fimbriata f. sp. platani C. May & J.G. Palmer) è un fungo ascomicete agente del cancro colorato del platano (in inglese canker stain of plane) o più semplicemente della cosiddetta “moria del platano”.

Sebbene sia noto da tempo e siano state ormai sviluppate strategie efficaci per il suo contenimento, C. platani rappresenta una seria minaccia a causa non solo della sua infettività ma anche della capacità di indurre una malattia letale e dal decorso molto rapido.

Ceratocystis platani è stato segnalato per la prima volta nel 1925 nella costa orientale degli USA da dove fu poi introdotto nel bacino del Mediterraneo probabilmente durante la Seconda Guerra Mondiale con il trasporto marittimo di cassettame di legno infetto. La malattia sembra aver raggiunto quasi contemporaneamente i porti di Napoli, Marsiglia, Barcellona, e di altre località, da cui ebbero inizio i principali focolai di diffusione. In Italia i primi rinvenimenti ufficiali di C. platani risalgono al 1971-1972 a Forte dei Marmi, al 1973 a Caserta e al 1975 nelle province di Padova e Vicenza. Secondo alcuni autori, però, il patogeno era già presente in Italia nel 1954 dove presso Caserta fece strage dei 900 platani secolari che costituivano l’alberata monumentale del viale di accesso alla reggia borbonica. Attualmente la malattia è presente pressoché ovunque, in tutta la Pianura Padana dal Piemonte al Veneto, nonché in Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia. In Lombardia è considerato ubiquitario interessando il territorio di tutte le province ad accezione di quella di Sondrio.

Per maggiori informazioni sulla diffusione di C. platani visualizza la mappa dell’EPPO.

Ceratocystis platani attacca tutte le parti legnose dell’albero in cui penetra esclusivamente attraverso ferite. Durante il primo anno di infezione, sulla corteccia si producono screpolature longitudinali che evolvono in una necrosi allungata e depressa. Via via che l’infezione avanza, il ritidoma assume dapprima una colorazione chiara, poi giallo-crema-verdognola, quindi nocciola chiaro ed infine rosso-bruna. Il fungo si approfondisce nell’alburno determinando all’interno del cilindro legnoso la comparsa di caratteristiche alterazioni di colore blu che nel tempo diventano rosso-brunastre giustificando il nome di “cancro colorato”. Al di sopra della zona infetta il fogliame appassisce più o meno rapidamente e cade precocemente (filloptosi). Via via si osserva il progressivo deperimento della chioma, la comparsa di riscoppi vegetativi al di sotto della zona infetta ed infine la morte dell’intera pianta.

Quando l’infezione si instaura a livello dell’apparato radicale il quadro sintomatologico si estrinseca in un generalizzato deperimento della chioma con filloptosi progressiva, senza riscoppi vegetativi e senza la comparsa di cancri sul fusto.

Il platano orientale (Platanus orientalis) ed il platano comune (P. x acerifolia) sono particolarmente suscettibili alle infezioni, con tassi di mortalità pari anche al 100%. Sensibilmente più tollerante è il platano americano (P. occidentalis).

I danni sono estremamente ingenti trattandosi di una malattia letale con un decorso molto rapido causata da un patogeno molto infettivo.

Il principale vettore del patogeno è l’uomo che con le operazioni di scavo in prossimità degli alberi o con le potature è in grado di trasmettere l’inoculo fungino. Il patogeno, infatti, penetra nella pianta attraverso ferite; a livello delle grosse branche penetra per lo più attraverso le ferite di potatura, mentre a livello del tronco e delle radici affioranti attraverso lesioni di origine traumatica particolarmente comuni in ambiente urbano. Una volta penetrato all’interno dei tessuti dell’ospite, il patogeno procede rapidamente verso il basso attraverso l’apparato vascolare (ad una velocità che può raggiungere anche i 2 m/anno). Raggiunte le radici, il patogeno può propagarsi alle piante limitrofe attraverso le anastomosi radicali che spesso si instaurano tra le piante lungo le alberature stradali.

Sebbene sia noto ormai da tempo, l’elevata infettività, la facile dispersione nell’ambiente dei propaguli, le inesistenti resistenze dei platani diffusi in Europa e l’attuale impraticabilità o inefficacia di qualsivoglia tipo di lotta chimica o biologica rendono ancora oggi C. platani una seria minaccia per la quale è previsto un decreto di lotta obbligatoria.

Per conoscere l’attuale diffusione del patogeno in Lombardia, consultare il decreto di aggiornamento della zona delimitata per la presenza di C. platani.

In linea con quanto previsto dalla normativa di riferimento europea, nazionale e regionale, il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia effettua accertamenti sul territorio o su iniziativa propria (attività di monitoraggio) o a seguito di segnalazioni o specifiche richieste da parte dei proprietari delle piante (es. Enti pubblici, Enti privati o privati cittadini). Il territorio regionale è suddiviso in 3 zone la cui estensione è oggetto di periodici aggiornamenti. In particolare, sono individuate: 1) zone indenni dove la malattia non è mai stata riscontrata o qualora lo fosse stata in passato, la stessa è stata eradicata; 2) zone focolaio dove la malattia è stata accertata ufficialmente dal Servizio Fitosanitario Regionale e dove è ancora possibile prevederne l’eradicazione; 3) zone di contenimento dove la malattia è così diffusa da non poterne più prevedere l’eradicazione. Per maggiori informazioni sui criteri da adottare nelle diverse zone in caso di rinvenimento di focolai di cancro colorato e sulla gestione delle operazioni a carico delle alberature di platano si rimanda al D.d.u.o. 16 ottobre 2018 n. 14830.

Europea

Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/1629 della Commissione del 21 settembre 2022 che stabilisce misure per il contenimento del Ceratocystis platani (J.M. Walter) Engelbr. & T.C. Harr. all’interno di determinate aree delimitate.

 

Nazionale

Decreto Ministeriale 29 febbraio 2012 “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis fimbriata”.

Decreto Ministeriale 6 luglio 2015 “Modifica del decreto 29 febbraio 2012 recante misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis fimbriata”.

 

Regionale

D.d.u.o. 7 ottobre 2021, n. 13363 “Nuova delimitazione del territorio della Lombardia in applicazione del Decreto Ministeriale 29 febbraio 2012 «Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis fimbriata» – Abrogazione del D.d.u.o. 23 marzo 2020 n. 3631".

D.d.u.o. 16 ottobre 2018, n. 14830 “Aggiornamento delle modalità di applicazione in Lombardia del Decreto Ministeriale 29 febbraio 2012 Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione del cancro colorato causato da Ceratocystis fimbriata

Abbattimento platani infetti_Allegato 2

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